Accompagnare alla scoperta dello Yoga.

Oggi ti voglio raccontare di qualcosa di potente che mi ha legittimata come insegnante di yoga.
Se mi segui da molto sai che combatto da anni con un problema alla colonna e che nonostante l’operazione non è migliorato completamente.
Il weekend appena passato ho avuto l’onore d’iniziare un percorso di formazione di Yoga Accessibile.

Cos’è lo Yoga Accessibile? Risuona in me che sia una modalità di accompagnare alla scoperta dello Yoga TUTTI, rendere la pratica accessibile a chiunque.

Nel 2013 mi veniva diagnosticata un’ernia bruttina, decisi di provare a scegliere strade alternative alla chirurgia e pensai che continuare nella pratica Yoga potesse solo che farmi bene.
Venivo seguita in lezioni dove si conosceva la mia problematica, ma si rincorreva l’asana perfetta e la mia colonna è peggiorata.
Solo ora comprendo quanto sia importante la persona che sono diventata nel dolore cronico.

” Non è il praticante ad andare verso lo Yoga è la pratica che deve adattarsi a lui” – Alessandra Cocchi – Yoga Accessibile.

Ho sempre trasmesso ai miei allievi l’importanza della consapevolezza al nostro corpo, ho sempre detto che non ero nè la loro insegnante, nè la loro Maestra, ma semplicemente una donna che li accompagna alla scoperta dei meravigliosi strumenti che sono già all’interno di loro.

La pratica dello Yoga non è una gara all’ultimo selfie dell’asana perfetta, ma è ascolto e rispetto del nostro corpo e la ricerca della nostra luce interiore.

Se sei un praticante non dimenticare mai che lo Yoga è prima di tutto il saper stare in ascolto del tuo respiro, che se hai problemi fisici devi imparare a convivere con essi e trovare il tuo modo nella pratica non il modo altrui.

Se sei un insegnante non dimenticare mai la grandissima responsabilità che hai con i tuoi allievi, dell’importanza del sapere se ci sono problematiche e che lo Yoga non è una gara alla perfezione, ma il saper accompagnare e rendere accessibile a tutti la pratica.

Khadija

Prendersi cura di sè

Il 2019 è iniziato da esattamente sei giorni, ed ogni previsione del mio segno (vergine) spesso riporta che questo sia l’anno in cui mi devo ricordare quanto sia importante prendersi cura di me.
Qualche giorno fa una persona mi chiese :
“come fai a pensare sempre agli altri anche quando le persone ti feriscono?”
Non mi ero mai posta questa domanda, tutto ciò che faccio mi viene estremamente naturale fin da quando ero bambina.
Ho fatto un grossissimo lavoro sull’istinto della crocerossina che era in me fino a comprendere che semplicemente uno dei miei punti forti è l’amore incondizionato (qualcuno preferirebbe dire che a volte sono troppo buona). Spesso vengo giudicata per come sono, per cosa faccio, per le mie scelte. Viviamo in una società dove il giudizio è insito in noi, io preferisco pensare che non possiamo permetterci di giudicare nessuno in quanto ci sono troppe variabili che non possiamo conoscere della vita altrui.
Torno al punto cardine di quest’articolo :

Prendersi cura di sè

Una delle mie grandi difficoltà è avere la capacità costante di prendermi cura di me, è la mia più grande lotta.
Se mi segui da un po’ sai che la psicoterapia è uno dei momenti per me più importanti, lavoro con il prossimo e di conseguenza ho bisogno di uno spazio in supervisione, ma soprattutto lo faccio per guardarmi dentro.
La mia ora con la mia psicoterapeuta è diventata un appuntamento irrinunciabile perchè è il mio luogo sicuro dove nessuno mi può giudicare.

Ma quali sono gli altri momenti in cui mi prendo cura di me?

Amo i momenti di solitudine, la casa diventa il mio rifugio, candele accese, incenso, musica di sottofondo, una doccia calda ed un buon libro rigorosamente che non c’entri con il mio lavoro.
Tra le cose che amo ci sono i momenti della mia pratica, dove il mondo intorno a me si ferma ed imparo a stare in ascolto del mio respiro.
Qualcosa che non mi faccio mai mancare sono le uscite con le amiche, quei momenti di condivisione dove sai che verrai ascoltata sia nei momenti di gioia che di sconforto.I


Innamorati di te. Della vita. E dopo di chi vuoi.
(Frida Kahlo)

Ho imparato ad amarmi e ad amare ogni piccolo momento della mia vita, solo così ho compreso come amare qualcuno e a prendermi cura del prossimo, ora devo solo continuare il cammino per la cura di me non smettendo mai di ritagliarmi del tempo soprattutto nei momenti in cui tutto sembra crollare ricominciando sempre da me

e tu ti prendi cura di te? Se lo desideri scrivimi su khadija@lotusharmony.org oppure commenta l’articolo.

Galati – La Doula

Oggi vi proponiamo la lettura di un mito tratto dalla pagina Mondo Doula

Il mito la rappresenta così, affaccendata intorno al parto di Alcmena, che è in procinto di partorire Ercole. Mentre la levatrice aspetta, immobile, Galati, la doula si affanna fuori e dentro la stanza del parto, prepara i famosi “panni caldi” e l’acqua bollente immancabili in ogni rappresentazione del parto. Ma soprattutto Galati è inquieta, ha avvertito che c’è qualcosa che non va, il parto si sta protraendo da giorni, Alcmena ha contrazioni dolorosissime ma il parto non progredisce, le donne che l’assistono sono costernate e temono il peggio. Prima dell’avvento del cesareo è l’annuncio di una morte certa, del bambino o della madre, spesso di entrambi. Alcmena è incorsa nelle ire di Era, la legittima moglie di Zeus. Il sommo Olimpo, padre di tutti gli dei, l’ha tradita ancora una volta con una mortale, Alcmena, fecondandola. Ma questa volta Era non chiude un occhio come spesso è costretta a fare. Motivazioni politiche e dinastiche glielo impediscono, è in gioco il diritto di regnare su Tebe e sarà un altro a farlo nascendo per primo, discendente di Era, non Ercole il bastardo. Così Era sta ritardando il parto, Ercole deve nascere secondo, non importa che muoia o che possa morire la madre, così è stabilito. Ma Galati non la pensa così, vuole salvare la sua padrona e che il parto finalmente si compia, ed ecco che una delle tante volte che entra ed esce dalla stanza del parto, vede finalmente e capisce la causa di tanta sciagura: è Lucina, la dea del parto in persona appollaiata per ordine di Era sull’architrave della porta d’ingresso della stanza del parto di Alcmena, beatamente a gambe incrociate. E con il suo incrociare le gambe impedisce il parto di Alcmena.

Allora Galati elabora uno stratagemma ai danni di Lucina e con un’intuizione geniale risolve il problema, permettendo il parto con mezzi esclusivamente verbali e direi psichici, in quanto è un vero e proprio intervento di terapia strategica breve che Galati mette in atto risolvendo il caso. Entra dunque nella stanza e guardando Alcmena, congiunge le mani ed esclama: Finalmente ha partorito, Signora ! Che bellezza! A quel punto Lucina, colta di sorpresa, per lo stupore è costretta ad aprire le gambe ed alzarsi per andare a vedere cosa è successo, come è stato possibile quel fatto contro la sua volontà. In quel momento Alcmena, liberata dall’impedimento, partorisce. Nasce così Ercole, il più forte tra gli eroi.

Racconta poi il mito che Galati venne trasformata da Era in donnola, divenendo così il simbolo di doule e levatrici.

Si ritene Galati fosse la prima doula.

Doula,da pronunciare [dùla], dal greco antico δούλη (in greco moderno δούλα), ‘serva, schiava’, col significato di ‘donna che per professione segue, consiglia e aiuta le donne durante la gravidanza, il parto e i primi mesi di vita del bambino’ (http://www.accademiadellacrusca.it).

La doula appartiene a quei mestieri di “accompagnamento” che riescono a tirare fuori il meglio che è sopito in ciascuno di noi.

Una volta liberate le capacità di potenza, insite in ogni donna, ciascuna riuscirà a vivere al meglio la propria maternità ed il proprio divenire. Lo credo fermamente.

Capacità che non vengono attivate da un ventaglio di opzioni ma che la donna stessa attiva!

La doula appartiene alle terre di limbo di chi accompagna e cerca di creare nuove strade grazie alle sue capacità empatiche, emotive e relazionali.

La doula, ad oggi. È un mestiere che implica il “tirare fuori il meglio da sé, per poter offrirlo agli altri”.

Amo il mio lavoro, e trovo molta sintonia fra le mie professioni, quella di doula e quella di pedagogista: so che si completano e che viaggiano sui binari paralleli dell’empowerment.

E con questo: buona rinascita di Luce a tutti voi <3

Cora Erba

Regala osservando….

Nelle tradizioni pagane vi sono dee e dei deputati a portare doni…

Da qui l’usanza di “portare doni ai bimbi buoni”.

Quello che veniva però valutato non era tanto la bontà della persona: quanto la sua capacità di avere portato a termine e suoi doveri, compiti che solo se svolti con dovizia potevano assicurare la sopravvivenza delle genti.
Inoltre “punendo” chi di cattivo cuore si dava luce, subito dopo il solstizio d’inverno, ad un nuovo sole che avrebbe, condotto, piano piano, fuori dalla stagione fredda e dura.

Quindi regali come speranza e regali come ringraziamento.

Da noi a Lotus Harmony, puoi scegliere trattamenti per regalare coccole, riequilibrio o lavoro su di sé!

Guarda il nostro sito.

Troverai quello che fa per te o per i tuoi amati.

Cora