Che tipo di insegnante Yoga sono?

Il mio nome è Khadija, alcuni di voi mi conoscono altri no, il mio cammino con la pratica dello Yoga inizia molti anni fa ed ora di anni ne ho 38.
Arrivo ad oggi con una consapevolezza molto diversa di cosa sia per me essere insegnante Yoga, non giudico il modo di essere altrui, ho piacere di raccontarvi semplicemente la mia trasformazione.
Il mio percorso con lo Yoga iniziò con molta fatica, ero una persona traumatizzata dalla vita e cercavo qualcosa che mi riportasse a sentire il mio corpo.

Ora a distanza di anni comprendo quanta poca attenzione ci sia con persone che come me hanno subito dei traumi.

Ricordo il mio primissimo insegnante che non accoglieva il fatto che a volte m’irrigidissi a lezione, il mio corpo era completamente bloccato, ricordo come se fosse ieri le volte che veniva a correggere una posizione toccandomi anche in modo leggero.

Per anime come la mia anche un tocco leggero può portare alla mente ricordi dolorosi.

Con gli anni di pratica e formazione ho compreso quanto in Italia ci sia poca attenzione su cosa possa provare una persona in reazione anche al nostro linguaggio.

In questi giorni si è fatta strada dentro di me la consapevolezza e l’accettazione di che tipo di insegnante io sia.

Ognuno di noi troverà nel suo cammino l’insegnante adatto a lei\lui , non c’è giusto o sbagliato, ma arrivo ad oggi amando il mio modo.
Le mie classi di Yoga non superano le 10 persone, ho uno studio piccolo, ma anche se un giorno dovessimo ingrandirci, non andrò oltre ad un numero massimo di 12 persone.
Ho scoperto che la ricchezza del mio lavoro è dentro il mio cuore perchè ho la possibilità di vedere ed ascoltare con un’attenzione differente, quell’attenzione che avrei voluto che venisse data a me.
Nelle mie classi di Yoga non troverai diversi livelli come principianti, intermedi o avanzati, perchè osservare i miei allievi seduti a gambe incrociate in ascolto del loro respiro è il mio traguardo più grande, ed essendo il mio modo desidero venga rispettato.

Non possiamo sapere il vissuto di tutte le persone che si presentano nelle nostre classi, possiamo semplicemente avere la stessa attenzione per ognuno di loro.

Che tipo d’insegnante Yoga sono?

Sono una donna che prima di tutto ha sofferto di stress post traumatico, che conosce le conseguenze di una violenza fisica e psicologica e sa la fatica del tornare a sentire il proprio corpo e del respirare senza paura.
Sono un’insegnante che accompagna, che osserva e che continua a farsi domande.
Sono una persona che ha dovuto trasformare la sua pratica per problemi di salute e che si è giudicata per questo perchè non si sentiva all’altezza… fino ad oggi che mi amo per ciò che posso trasmettere.
Sono un’insegnante che desidera che i propri allievi possano sentirsi al sicuro, radicati e presenti ad ogni lezione.
Per questo ringrazio ogni anima che mi segue per l’opportunità di crescere insieme e scoprire la meraviglia della pratica.

Non muovere mai l’anima senza il corpo, né il corpo senza l’anima, affinché difendendosi l’uno con l’altra, queste due parti mantengano il loro equilibrio e la loro salute.

Platone

 

Khadija Cirafici : Ricercatrice di Armonia, Womb Keeper,Operatrice di Feminine Balance Massage.Si occupa di risveglio del femminino e di tutto ciò che ruota intorno alle vibrazioni come operatrice sonora di campane tibetane dal 2014 e di Gong dal 2016.
Diplomata come insegnante Yoga presso l’Accademia Sathya Yoga di Monza.Dopo un anno e mezzo all’Ospedale San Raffaele di Milano con il progetto di Ansie e disturbi alimentari il suo insegnamento si è focalizzato sullo Yogaterapia,si occupa di tutto ciò che ruota intorno al trauma grazie alla sua formazione in Trauma Informed Yoga in collaborazione con una rete di professionisti.
Presidente dell’Associazione contro la violenza Mi Diras Nur.
388/4870426 – khadija@lotusharmony.org

Ascoltando il cuore e la pancia – Il mio nome è Cora

Mi chiamo Cora e da sempre lavoro con le persone.

Dico da sempre perchè l’interesse per la profondità altrui mi ha affascinato fin da piccina: pur essendo radicata nel profondo di me ho sempre sentito la necessità di mettermi in connessione e di offrire mani per brevi tragitti, per poi essere in grado di andare in autonomia.
Fin dalla preadolescenza avevo chiaro che avrei fatto l’educatore: amavo la solarità dell’infanzia ma anche la solitudine e la stigmatizzazione di certi gruppi di persone.
Mi laureo in pedagogia alternando lavoro e studio: dedico i primi 10 anni della mia professione all’ambiente comunitario permettendo poi una forte virata d prospettive all’arrivo dei miei bimbi.
Il mio primo figlio arrivò nel mondo con un taglio cesareo, sognavo un parto in casa: questo per me fu di grosso stimolo, mai avrei voluto che altre donne potessero “subire” un parto. Lavoro sulla mia trasformazione e divengo una doula.
Inizio a reimpastare tutti i “saperi” acquisiti nel cuore e nella pancia, creando in me una nuova professionista ma che porta nel cuore la sua stessa passione iniziale: quella di stare accanto.
Non è facile spiegare cosa faccio ora: in modo olistico accompagno le mamme ed i papà a diventarlo, accolgo i loro bimbi offrendo strumenti per plasmare le nuove famiglie. Sto a finaco poi in ogni “scossone”, in ogni occasione serva esserci per radicare, per confrontarsi, per trovare uno spazio.
Sempre con amore.
Sempre con un continuo lavoro su di me.

Cora Erba

Pedagogista e doula
3922932963

Respira ogni attimo…

Quante volte diamo per scontato tutto ciò che ci accade?
Quante volte presi dal nostro ego smettiamo di ascoltare chi è accanto a noi?
Quanto è difficile respirare ogni attimo?

Spesso la routine ci porta a dimenticare una cosa fondamentale, l’ascolto di noi stessi e di chi è accanto a noi, spesso siamo talmente presi da ciò che accade da non respirare ogni attimo.
La vita non è stata generosa con me e forse avrei dovuto comprendere l’importanza del tempo anni prima.
La morte improvvisa di un’amica a me cara aveva messo un semino su ciò che sarebbe stato il mio cammino consapevole, ma solo quando vidi mia sorella uscire dalla sala operatoria per un’operazione al cuore qualcosa scattò dentro di me ed iniziai ad osservare il tempo in modo differente.

Quale rapporto hai con il tempo?

Fermati, ora, si proprio ora… chiudi gli occhi e pensa a cos’hai fatto oggi, pensa all’emozioni che hai percepito in ogni tuo gesto fino ad ora.
Non ho scritto nulla sul crollo del ponte a Genova,non l’ho fatto per scelta mia personale, Genova la città che ha ospitato grandissima parte della mia vita, Genova una città che tanto ho odiato quanto ho amato.
Il giorno del crollo piansi di nascosto, piansi ascoltando il battito del mio cuore, piansi per i parenti e gli amici rimasti di chi non c’era più.
Da quel giorno lessi post con giudizi, attacchi, spiegazioni ed intanto pensavo a quanto la vita possa scivolare via in un attimo.
Solo chi mi conosce sa quanto sia difficile per me questo periodo dell’anno, ma ho deciso di scrivere a te che hai scelto di prenderti del tempo per leggermi, scrivo a te e ti chiedo di abbracciare di più le persone che hai accanto,ti chiedo di accudire di più te stesso e chi ami, scrivo a te che sei in una vita infelice e non fai nulla per cambiare la situazione in cui sei, scrivo a te e ti chiedo una semplice cosa vivi, ed ama ogni tuo respiro.
Spesso nel web si trovano articoli sul come lavorare su se stessi, su cosa fare e non fare, io ti chiedo solo una cosa, vivi.. ama ogni cosa intorno a te e fa un bel respiro, si ora, un respiro profondo e sorridi, sorridi per quello che la vita ti ha donato oggi e ringrazia.
A breve compirò 38 anni e nella mia vita di cose ne sono cambiate, ma una cosa l’ho imparata, perdermi nell’osservare i dettagli intorno a me ed anche quando tutto sembra insormontabile focalizzarmi sul mio cuore e ringraziare per essere qui.

Mi hai letta fino a qui? Respira ancora profondamente e ringrazia.

Alice: “Per quanto tempo è per sempre?”
Bianconiglio: “A volte, solo un secondo”.
(Lewis Carrol)

Khadija

Quando la tua passione diventa il tuo lavoro.

Ho deciso di scrivere queste due righe perché spesso mi sento dire che sono un esempio da seguire perché ho fatto della mia passione il mio lavoro.
Ho iniziato ad intraprendere un viaggio tra olismo e femminino sacro che ero solo una ragazzina e di anni ora ne ho quasi 38, un viaggio esclusivamente mio dove cercavo qualcosa che mi salvasse dai dolori del mio passato e mai avrei immaginato di farne un lavoro.
Spesso mi ritrovo a sorridere perché nel web trovi tantissimi corsi per poter avviare la tua attività, oppure vedi moltissime persone pubblicare continuamente il loro successo, ecco io non voglio parlarti dei miei traguardi, ma dei miei sacrifici.
Nel 2013 decisi di aprire un’associazione culturale per far conoscere l’olismo alle persone intorno a me, ma io ero solo un’esterna, non mi sentivo pronta, decidere di accompagnare il prossimo era qualcosa che richiedeva un sentire profondo ed una grandissima umiltà e tra le mie paure c’era anche quella di scordare l’ascolto della pancia e di diventare tutta ego perché questo vedevo spesso intorno a me.
Nello stesso anno nacque anche il mio progetto contro la violenza sulle donne, volevo aiutare persone che come me avevano conosciuto quel dolore trovando qualcuna che le capisse,intanto studiavo, studiavo e continuavo a studiare mentre ogni giorno andavo in ufficio come dipendente.
Ogni passo è stato un sacrificio sia di tempo che di denaro, spesso mi ritrovavo stanchissima la sera tanto da non riuscire a prendermi del tempo per me e nel frattempo continuavo la mia terapia personale.
Già hai letto bene, sono  in terapia perché credo che per essere di supporto al prossimo prima di tutto non devo smettere di esserlo per me stessa.
Quando arrivò il licenziamento dall’ufficio compresi che era giunto il momento di mettersi in gioco, lavorai sul mio sito, sui contenuti ed iniziai ad offrire lezioni di yoga e trattamenti ad offerta libera, iniziai a farmi conoscere prendendo in affitto un piccolo spazio in condivisione fino a che un giorno arrivò il mio studio definitivo.
Ogni volta che entro nel mio studio ne osservo i muri ed i colori, ogni volta respiro e sorrido perchè ogni parte dello studio di Lotus Harmony è un pezzo di sacrificio, dalla mia liquidazione, al tempo dedicato a tirarlo su insieme alla mia socia,è la mia casa.
Ho una storia passata molto difficile, e questa è la prima volta che posso definire un posto casa, anche se è il luogo dove lavoro è anche dove ogni parte di me respira liberamente e dove sia le mie lacrime che quelle di altre persone vengono accolte.
Sono diventata una libera professionista costruendo ogni parte di me ed accogliendo anche i momenti difficili compresi i sacrifici economici tra tasse, affitto e bollette e vorrei che ogni persona che varcasse la porta di Lotus ne comprendesse la bellezza proprio perchè è il luogo che io chiamo casa.

Desideri metterti in gioco facendo della tua passione il tuo lavoro?

Il mio consiglio è quello di ascoltarti e farti seguire da persone che ti aiuteranno a costruire, con i pro e contro, la tua attività,perché essere una libera professionista non è una passeggiata e ci vuole la consapevolezza che la tua vita non sarà più la stessa e che dovrai cancellare la tua mentalità da dipendente.

Ti elenco le persone che continuo a seguire e che potrebbero aiutarti :

Gioia Gottini
Giada Carta
Enrica Crivello

Non dimenticare la cosa più importante : ascoltati con rispetto e fai la stessa cosa con le persone intorno a te che hanno cominciato una loro attività in proprio.

Khadija