Prendersi cura di sè

Il 2019 è iniziato da esattamente sei giorni, ed ogni previsione del mio segno (vergine) spesso riporta che questo sia l’anno in cui mi devo ricordare quanto sia importante prendersi cura di me.
Qualche giorno fa una persona mi chiese :
“come fai a pensare sempre agli altri anche quando le persone ti feriscono?”
Non mi ero mai posta questa domanda, tutto ciò che faccio mi viene estremamente naturale fin da quando ero bambina.
Ho fatto un grossissimo lavoro sull’istinto della crocerossina che era in me fino a comprendere che semplicemente uno dei miei punti forti è l’amore incondizionato (qualcuno preferirebbe dire che a volte sono troppo buona). Spesso vengo giudicata per come sono, per cosa faccio, per le mie scelte. Viviamo in una società dove il giudizio è insito in noi, io preferisco pensare che non possiamo permetterci di giudicare nessuno in quanto ci sono troppe variabili che non possiamo conoscere della vita altrui.
Torno al punto cardine di quest’articolo :

Prendersi cura di sè

Una delle mie grandi difficoltà è avere la capacità costante di prendermi cura di me, è la mia più grande lotta.
Se mi segui da un po’ sai che la psicoterapia è uno dei momenti per me più importanti, lavoro con il prossimo e di conseguenza ho bisogno di uno spazio in supervisione, ma soprattutto lo faccio per guardarmi dentro.
La mia ora con la mia psicoterapeuta è diventata un appuntamento irrinunciabile perchè è il mio luogo sicuro dove nessuno mi può giudicare.

Ma quali sono gli altri momenti in cui mi prendo cura di me?

Amo i momenti di solitudine, la casa diventa il mio rifugio, candele accese, incenso, musica di sottofondo, una doccia calda ed un buon libro rigorosamente che non c’entri con il mio lavoro.
Tra le cose che amo ci sono i momenti della mia pratica, dove il mondo intorno a me si ferma ed imparo a stare in ascolto del mio respiro.
Qualcosa che non mi faccio mai mancare sono le uscite con le amiche, quei momenti di condivisione dove sai che verrai ascoltata sia nei momenti di gioia che di sconforto.I


Innamorati di te. Della vita. E dopo di chi vuoi.
(Frida Kahlo)

Ho imparato ad amarmi e ad amare ogni piccolo momento della mia vita, solo così ho compreso come amare qualcuno e a prendermi cura del prossimo, ora devo solo continuare il cammino per la cura di me non smettendo mai di ritagliarmi del tempo soprattutto nei momenti in cui tutto sembra crollare ricominciando sempre da me

e tu ti prendi cura di te? Se lo desideri scrivimi su khadija@lotusharmony.org oppure commenta l’articolo.

In cerchio.

Il Cerchio in Geometria è la parte di piano delimitata dalla circonferenza.
La circonferenza è l’insieme dei punti equidistanti da un punto fissato, detto centro del cerchio.

Quante volte oggi ci capita di stare in cerchio?
Di sederci, di guardare gli altri occhi negli occhi, di darci tempo, speranza, condivisione, stando tutti allo stesso livello?

Livello di cerchio, ove ci si può muovere in sicurezza “racchiusi” da una circonferenza.
Il cerchio è una figura archetipica, presente in innumerevoli culture, già studiato da Jung nei suoi trattati sui Mandala e da egli definito come un archetipo che riporta ordine permettendo all’uomo di mettersi al centro di esso e di portare fuori quello che non serve più.
Il cerchio ha accompagnato le società matriarcali di pace ed accompagna ancora quei “giri di sedie estive e polverose” nel sud Italia.
Nella storia e nei miti ricordiamo diversi “tavoli rotondi” che hanno richiamato la stessa importanza di tutti i membri che vi sedevano.

Oggi vi è bisogno di cerchio, più che mai.
C’è bisogno di stare mano per mano, c’è bisogno per far questo di conoscerci, di offrire fiducia, di osservare.
Di prendersi le proprie responsabilità perchè il cerchio restituisce libertà ma anche possibilità di azione a ciascuno: nel cerchio c’è delega in fiducia e non delega che può sottostare ad un potere.
Nel cerchio c’è dialogo: possibilità di dire e non essere zittiti.
Nel cerchio c’è accoglienza di ciò che è diverso, altro da sé.
Nel cerchio vi è tempo, dato e preso.
Nel cerchio vi è danza, canto, mani che si muovono ed anche meditazione ad occhi chiusi.
Nel cerchio vi è permeabilità.
Nel cerchio vi sono lacrime e sorrisi, macigni ed acqua mossa da maree.
Nel cerchio vi sono io, con te, con voi ed anche con loro.
La vera difficoltà è far si che i cerchi non siano una sera ogni tanto ma che vengano vissuti davvero nella quotidianità.

Cora Erba

Presso Lotus Harmony c’è la possibilità di partecipare ad una giornata di formazione per accompagnare in un cerchio. Clicca tra i nostri corsi di formazione e non perdere quest’opportunità.

Corsi di formazione Lotus Harmony

Archetipi femminili. Al centro del cerchio.

Un lavoro interessantissimo dedicato agli archetipi del femminino è stato portato in Italia da Verena Schmid, fantastica ostetrica.
Ha fatto sua l’esperienza di due colleghe empiriche americane Elizabeth Davis e Carol Leonard, di sicuro un regalo per tutte le donne: quelle che grazie alla maternità o ad altri momenti di passaggio vogliono entrare nella loro immensa profondità.

Esperire gli archetipi ci permette di conoscerci al meglio, ci accompagna ad osservare i nostri trascorsi, fossero lineari o più arzigogolati e, nel caso, potere recuperare dei “pezzi” mancanti nel nostro puzzle di vita, leccarsi ferite e trovare nuove sinergie e risorse, ricchezze presenti in ciascuna di noi .
Gli archetipi si configurano come simboli, parti inconsce, arcaiche che facilmente riescono ad illuminare situazioni prima oscure: quando lavoro in cerchio, quando una donna riesce ad accogliere il proprio archetipo, mi rendo conto quanto possa raccontarlo mille volte meglio di me, mille volte meglio di tutti i libri studiati sull’argomento…

Tutto questo accade perchè queste forze sono in grado di risvegliare la nostra natura più profonda ed incontaminata.

Il cerchio della vita della donna parte dall’archetipo della figlia, arrivando alla madre oscura; si collega alle quattro fasi lunari ed alle quattro stagioni:

  • Luna crescente, primavera
  • luna piena, estate
  • luna calante, autunno
  • luna nera, inverno.

Ogni fase porta una specifica qualità, uno specifico sapere: innocenza, nutrimento, potenza e saggezza.
In ogni fase incontriamo tre specifici archetipi, di cui uno cardinale, quello precedente e quello successivo che ne iniziano o trasformano la relativa forza.
Ogni archetipo della ruota si affaccia poi ad un altro: speculare e complementare, capace di completare e recuperare delle parti di noi.
E poi vi è il tredicesimo archetipo, a me piace definirlo il jolly del mazzo, con tutta una sua particolare forza.
Archetipi del femminino, presenti in noi.
A volte esaltati, a volte tarpati e sommersi.
Gioia da scoprire, di cui tutte siamo dotate.

Gli archetipi si possono sperimentare autonomamente od in gruppo: il cerchio, di sicuro ha la forte capacità, di colmare vuoti, di creare specchi, di sostenere ed entusiasmare.

Se vuoi esperire gli archetipi in forma privata scrivimi: cora@lotusharmony.org

Se vuoi partecipare ad un momento di gruppo, guarda i nostri eventi sulla pagina di Lotus Harmony,ti anticipo che la prossima serata sarà il 18 Gennaio alle ore 21 , potrai decidere di regalare la partecipazione ad una donna vicino a te visto che si avvicina natale.

Buon viaggio, Cora.

Articolo ispirato da: Verena Schmid, “Apprendere la maternità”

Che tipo di insegnante Yoga sono?

Il mio nome è Khadija, alcuni di voi mi conoscono altri no, il mio cammino con la pratica dello Yoga inizia molti anni fa ed ora di anni ne ho 38.
Arrivo ad oggi con una consapevolezza molto diversa di cosa sia per me essere insegnante Yoga, non giudico il modo di essere altrui, ho piacere di raccontarvi semplicemente la mia trasformazione.
Il mio percorso con lo Yoga iniziò con molta fatica, ero una persona traumatizzata dalla vita e cercavo qualcosa che mi riportasse a sentire il mio corpo.

Ora a distanza di anni comprendo quanta poca attenzione ci sia con persone che come me hanno subito dei traumi.

Ricordo il mio primissimo insegnante che non accoglieva il fatto che a volte m’irrigidissi a lezione, il mio corpo era completamente bloccato, ricordo come se fosse ieri le volte che veniva a correggere una posizione toccandomi anche in modo leggero.

Per anime come la mia anche un tocco leggero può portare alla mente ricordi dolorosi.

Con gli anni di pratica e formazione ho compreso quanto in Italia ci sia poca attenzione su cosa possa provare una persona in reazione anche al nostro linguaggio.

In questi giorni si è fatta strada dentro di me la consapevolezza e l’accettazione di che tipo di insegnante io sia.

Ognuno di noi troverà nel suo cammino l’insegnante adatto a lei\lui , non c’è giusto o sbagliato, ma arrivo ad oggi amando il mio modo.
Le mie classi di Yoga non superano le 10 persone, ho uno studio piccolo, ma anche se un giorno dovessimo ingrandirci, non andrò oltre ad un numero massimo di 12 persone.
Ho scoperto che la ricchezza del mio lavoro è dentro il mio cuore perchè ho la possibilità di vedere ed ascoltare con un’attenzione differente, quell’attenzione che avrei voluto che venisse data a me.
Nelle mie classi di Yoga non troverai diversi livelli come principianti, intermedi o avanzati, perchè osservare i miei allievi seduti a gambe incrociate in ascolto del loro respiro è il mio traguardo più grande, ed essendo il mio modo desidero venga rispettato.

Non possiamo sapere il vissuto di tutte le persone che si presentano nelle nostre classi, possiamo semplicemente avere la stessa attenzione per ognuno di loro.

Che tipo d’insegnante Yoga sono?

Sono una donna che prima di tutto ha sofferto di stress post traumatico, che conosce le conseguenze di una violenza fisica e psicologica e sa la fatica del tornare a sentire il proprio corpo e del respirare senza paura.
Sono un’insegnante che accompagna, che osserva e che continua a farsi domande.
Sono una persona che ha dovuto trasformare la sua pratica per problemi di salute e che si è giudicata per questo perchè non si sentiva all’altezza… fino ad oggi che mi amo per ciò che posso trasmettere.
Sono un’insegnante che desidera che i propri allievi possano sentirsi al sicuro, radicati e presenti ad ogni lezione.
Per questo ringrazio ogni anima che mi segue per l’opportunità di crescere insieme e scoprire la meraviglia della pratica.

Non muovere mai l’anima senza il corpo, né il corpo senza l’anima, affinché difendendosi l’uno con l’altra, queste due parti mantengano il loro equilibrio e la loro salute.

Platone

 

Khadija Cirafici : Ricercatrice di Armonia, Womb Keeper,Operatrice di Feminine Balance Massage.Si occupa di risveglio del femminino e di tutto ciò che ruota intorno alle vibrazioni come operatrice sonora di campane tibetane dal 2014 e di Gong dal 2016.
Diplomata come insegnante Yoga presso l’Accademia Sathya Yoga di Monza.Dopo un anno e mezzo all’Ospedale San Raffaele di Milano con il progetto di Ansie e disturbi alimentari il suo insegnamento si è focalizzato sullo Yogaterapia,si occupa di tutto ciò che ruota intorno al trauma grazie alla sua formazione in Trauma Informed Yoga in collaborazione con una rete di professionisti.
Presidente dell’Associazione contro la violenza Mi Diras Nur.
388/4870426 – khadija@lotusharmony.org