Ascoltare il proprio fuoco.

Il 2016 sta volgendo al termine e ci sono molte cose che ho imparato quest’anno, ma prima di tutto ho sentito il mio fuoco e non ho avuto paura di liberarlo.
Spesso si rimane legati a situazioni che pensiamo ci possano fare bene e ad un tratto qualcosa ci risveglia dal torpore e vediamo, sentiamo ed ascoltiamo.
Quest’anno è stato pieno di prove che hanno messo in discussione molto del mio cammino e della mia storia personale, ho riconosciuto anime che rispecchiavano i miei limiti, modi di vedere e sentire e spesso ho avuto paura di essere trascinata nell’oscurità, una paura condita da frammenti di dolori,andavo giù, si perché nell’entrare nel buio sapevo che ad un certo punto la luce sarebbe stata lì ad attendermi.
Il mio grembo ha bruciato ed ho dipinto il fuoco.
Questo è uscito dal mio percorso di Arteterapia , vivere il mio fuoco senza aver paura di esprimere chi sono.
La Terra è la residenza del fuoco, ogni forma di fuoco è venerata come un essere divino , ma è soprattutto nel fuoco sacro, nato da due pezzetti di legno strofinati insieme nel corso di una cerimonia in cui vengono pronunciate  formule rituali, che il Dio fuoco è presente.
In questo 2016 ho seguito l’attrazione che avevo verso il fuoco, ho ascoltato ciò che percepivo e lo lasciavo bruciare meditando osservando il fuoco.Nella mitologia indiana il fuoco viene rappresentato da Agni, Dio principare dei Veda che gli dedicano più inni che a qualsiasi divinità.
E’ colui che penetra ogni cosa.
La comprensione della natura del fuoco equivale alla comprensione della natura dell’universo, la scienza del fuoco è la chiave di ogni sapere.
L’archetipo del fuoco chiude il mio 2016.
Il Fuoco non si può toccare perché brucia, la fiamma non si può afferrare ma si può vedere, anzi ci permette di vedere quando è buio.  L’elemento Fuoco appare ai nostri occhi nella sua dualità di effetti: il suo lato distruttivo, in particolare, piuttosto che quello creatore e vitale.
Ho percepito la creatività e la spinta del fuoco in me, nei miei movimenti, nella ricerca e nell’uso della parola.

“Ci sono fuochi di gioia e fuochi di annientamento. I primi sono di trasformazione, gli altri di decimazione. E’ il fuoco della trasformazione quello che noi vogliamo. Però molte donne accettano di essere troppo in ordine, troppo carine, troppo compiacenti nei confronti dell’altrui modo di vedere il mondo. Cediamo al fuoco distruttivo quando digeriamo valori, propaganda e filosofie all’ingrosso, teorie psicologiche incluse. Quando dipingiamo, agiamo, scriviamo, facciamo, siamo in modi che umiliano la nostra vita, indebolendo la nostra visione, spezzandoci le ossa dello spirito. Un gran pallore si diffonde allora sulla vita, perché la donna diventa hambre del alma , un’anima che muore di fame. Rivuole la sua vita profonda….”

Clarissa Pinkola Estès – Donne che corrono coi lupi.

A quale elemento ti sei sentita più attratta in questo 2016?

Khadija

Accompagnare senza giudizio

Dicembre è arrivato e l’autunno è stata una stagione dove la parola presenza chiamava a grandissima voce.
Il mondo fatica a guardare ciò che accade a chi è vicino e molto spesso accade il contrario, chi ha persone accanto non riesce a vedere e rimane lì nell’oscurità.
Accompagnare senza giudizio è il titolo di questa giornata, ma è ciò che preme nel mio grembo negli ultimi mesi.
Ho deciso di lavorare con il prossimo dopo lunghissimi anni di ascolto, dove mi guardavo allo specchio e dove per prima cosa cercavo di non giudicarmi.
Il giudizio fa parte di noi, di questa società, giudichiamo ogni giorno noi stessi ed è naturale farlo con il prossimo.
Ti racconto un segreto, ancora adesso faccio molta fatica a non giudicare le mie azioni, e per questo anch’io faccio terapia e mi faccio accompagnare.
Nessuno di noi ha la verità assoluta, parliamo per i nostri vissuti e facciamo di tutto per comprendere e a volte ci crediamo così tanto che non riusciamo a fermarci e giudichiamo.
Non possiamo comprendere ogni cosa, ognuno di noi ha il suo passato, le sue esperienze ed i suoi dolori e ciò che possiamo fare è accompagnare rispettando ed ascoltando.

  • Non basarti sulle apparenze esprimendo giudizio,conosci, ascolta, senti.
  • Prova meraviglia ad ogni incontro, nel bene e nel male chiunque ha qualcosa da insegnarci.
  • Non ascoltare i pettegolezzi aumentano solo il giudizio e così facendo smetti di sentire la tua pancia.

Voglio chiudere il 2016 accogliendo ciò che è accaduto in questi mesi , guardando le persone intorno a me rispettando i loro tempi ed i loro silenzi,accettando le mie lacrime e stringendo le mani di chi cammina con me.

Non ti auguro un dono qualsiasi.
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo per divertirti e per ridere.
Ti auguro tempo per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo.
Ti auguro tempo perché te ne resti,
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

TI AUGURO TEMPO
è una traduzione della nota poesia “Ich wünsche dir Zeit”
di ELLI MICHLER .

Elli Michler (1923-2014) era una paroliera tedesca.

Di seguito ti regalo la visione del video che ho realizzato insieme a persone meravigliose per l’Associazione Mi Diras Nur di cui sono fondatrice.
#midirasnur #donneperledonne #bastaindifferenza

Khadija