Amanita ed il tempo.

Nella famosa fiaba Alice nel paese delle meraviglie, Alice sogna e segue il Bianconiglio, cade in un mondo fatto di paradossi, beve pozioni che la ingigantiscono o la rimpiccioliscono, incontra un bruco seduto su un fungo rosso a pois bianchi che, fumando un narghilè, le rivela che è proprio il fungo a farla rimpicciolire o crescere a dismisura.
Questo mondo fantastico dove tutto può accadere e dove sognare non fa paura.
Sono molto legata a questa fiaba che mi accompagna da quando sono bambina, talmente tanto che la collezione di libri tra antichi e moderni è diventata la mia passione.
In questo periodo mi sono rimessa a rileggere alcune parti, solitamente mi capitano questi momenti quando qualcosa mi mette in discussione ed ho bisogno di respirare magia.
Quanto è difficile in questa società prendersi del tempo per capire cosa spinge nella nostra pancia?
Quanto è difficile per le persone intorno a noi accettare questi momenti non etichettandoli come egoismo?
Quanta paura abbiamo di prenderci questi momenti?

– Sei contenta di come sei ora? – disse il Bruco.
– Ecco, mi piacerebbe essere un pochino più alta, signore,se non le dispiace – disse Alice – Otto centimetri è una staura proprio infelice –
– E’ una statura eccellente!- disse irritato il Bruco tirandosi su mentre parlava (era alto esattamente otto centimetri).
– Ma io non ci sono abituata!- piagnucolò la povera Alice e fra sè pensava – Come sono suscettibili queste creature!-
– Col tempo ti ci abituerai – disse il Bruco;poi si mise il narghilè e ricominciò a fumare.
Questa volta Alice aspettò con pazienza finchè il bruco non decise di parlare di nuovo. Dopo un paio di minuti il Bruco si tolse dalla bocca il narghilè, sbadigliò una volta o due e si stirò. Quindi scese dal fungo e si allontanò strisciando fra l’erba, dicendo solo : – Da un lato ti farà crescere e dall’altro ti farà diminuire-

Nella favola Alice è insoddisfatta della sua statura e vuole cambiare, ha vissuto avventure che le hanno fatto capire che il cambiamento non la spaventa, ma sente il bisogno di tornare alla normalità della sua statura.
In tutti questi anni ho sempre pensato che la nostra indole fa parte di noi, possiamo modellarla, sentirla,ma sarà sempre li e che se ci viene a mancare sentiamo il profondo bisogno di ripristinarla e qui arriva la scelta.
Alice è posta davanti ad un dilemma, non sa quale parte del fungo la farà crescere o quale la farà diventare ancora più piccola, deve rischiare.
L’ignoto ci fa paura, ed il rischio è comunque qualcosa che ci mette in discussione e spesso preferiamo che il tempo scorra così senza affrontare nessuna decisione.
L’amanita muscaria è il fungo della scelta di Alice e solo recentemente ho scoperto che i popoli americani del Messico e del centro America associavano questo fungo con le forze sovrannaturali che controllavano il tempo.
Con il tempo l’uso di questo fungo si perse e gli antropologi attribuiscono questo sia ai grandi cambiamenti sociali e culturali avvenuti nel Neolitico sia all’avvento del cristianesimo che ha combattuto da sempre l’uso delle sostanze psicoattive considerate riti pagani. Praticamente solo quando l’Amanita muscaria venne assunta al ruolo di “pianta allucinogena” divenne un fungo velenoso.
Come vedi il tempo torna sempre, che non guarda e non aspetta, lui scorre e tu puoi solo decidere di stare e farti accompagnare dal tuo sentire per poter capire oppure correre dietro di lui in modo affannoso per poter annullare e non vedere ciò che ti sta accadendo.

E tu come vivi le scelte che ti mette di fronte la vita?

 

Khadija

  • Bibliografia :
    – Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carrol – Edizione di Martin Gardner.
    – Amanita Muscaria – Elicriso.it

 

Respirando l’energia del bosco.

Sono tornata da un week end meraviglioso in un bosco ricco di magia che ha ospitato Lotus Harmony con le sue attività e non solo.
Arrivavo da giorni che mi hanno costretta a riposo dopo un piccolo intervento alla schiena, molte persone mi dicevano che ero pazza ad andare perchè avrei dovuto riposare,ma io sentivo che il bosco mi stava chiamando.
Questo è lo stesso bosco che ha ospitato anche il mio matrimonio, un bosco che ti accoglie e ti dà la possibilità di sentire.
Sono mesi dove ho messo in discussione molte parti di me e dove mi sono anche chiesta se fossi sulla strada giusta.

Ti capitano mai quei momenti dove un episodio ti ferisce così tanto da voler mollare ogni cosa?

Mi sono sentita giudicata e la mia mente ha riportato in superficie ricordi di una bambina che  non andava mai  bene così com’era e quindi doveva cambiare.
I meccanismi della mente sono così particolari che comprenderli non è mai semplice.
Lentamente mi stavo chiudendo anche nel mio lavoro.
Perchè ti racconto questo?
Se mi segui da un po’ sai quanto per me sia importante mostrarti chi sono e che nessuno di noi è mai arrivato, ma che tutti siamo in continuo cammmino e trasformazione.
Il bosco mi ha mostrato attraverso i suoni ciò che avevo dimenticato.Ho conosciuto donne con storie molto simili alle mie e mi sono ricordata cosa mi avesse spinto nel mio cammino di accompagnamento ad altre anime, ho pianto con loro, ho sentito quell’energia del mio grembo che avevo messo tanto in discussione e ne ho accettato la magia.
Ho suonato per il bosco insieme a mio marito per ringraziarlo e perchè mi ha mostrato una sorellanza inaspettata che è arrivata e mi ha stretta forte in un caldo abbraccio;ho ballato, riso ed anche bevuto in compagnia e mi sono ricordata di quanto non voglia tornare alla me di tanti anni fa che aveva paura dell’amore.
Già, non credere alle persone che dicono di essere illuminate o che hanno la soluzione per ogni cosa, tutto è dentro di te, ci sono solo anime che possono accompagnarti perchè sanno anche mostrarti i loro momenti bui ed è quello che ho visto nelle lacrime di una sorella che aveva perso qualcuno a lei caro e che comunque è entrata nei cerchi anche con il suo dolore.
Grazie mio caro bosco perchè mi hai ricordato che danzare e mostrarmi non è sbagliato, perchè mi hai fatto sentire che il mio lavoro e chi sono può aiutare qualcuno  e che sono qui anch’io per un motivo.
Grazie bosco perchè mi hai fatta sentire amata e nutrita ed è stato uno scambio di energie profondo.
Ogni bosco è meraviglioso, ma se dovessi mai capitare nelle zone di Brescia ti consiglio di andare a conoscere i proprietari di questa magia, l’associazione Mille Petali e respirare e danzare con i suoni di questo luogo.

Namastè

Khadija

 

Il sole è in noi.

Nell’autunno dell’anno scorso sono entrato in contatto con l’ affascinante Universo dei Gong.
Ebbi la possibilità di suonare per la prima volta un Gong di una certa “importanza” al secondo livello di formazione per operatori di campane tibetane, tenuto da Thonla Sonam al centro Onze di Milano.
Durante la pausa mi avvicinai a questo maestoso gong con una certa riverenza e soggezione.
Presi il battente ma non lo battei subito, attesi qualche istante e poi delicatamente lo colpii al centro. Fui avvolto da un caldo mantello di vibrazioni e mi sentii a “casa”.
Da allora non ebbi più la fortuna di incontrare un altro “re delle vibrazioni”, fino all’autunno scorso, quando io e Khadija iniziammo il training per Gong Master con Christof Bernhard presso il centro Shantisaburi di Milano.
Il gong che attirò da subito la mia attenzione fu il Gong Paiste Planetario Sole. 38 ” di metallo che ti guarda come un occhio che ha già capito tutto di te.
Anche in questo caso mi avvicinai con una certa riverenza, lo svegliai tamburellando le dita lungo la sua circonferenza e apprezzai il suo sussurro di benvenuto.
Iniziai ad usare il battente dopo qualche istante e subito venni inondato da una vibrazione calda e rassicurante come i raggi del Sole di tarda primavera.
Provai altri gong durante il week end, tutti affascinanti e unici, ma sapevo che sarebbe stato il Sole ad accompagnarmi in questa nuova avventura.
Fu così che circa un mese più tardi riuscimmo ad acquistare da Gong Planet, tre gong Paiste: Luna Piena Siderale, un gong sinfonico da 20 ” e indovinate un po’, esatto proprio lui, sua maestà il Sole.
Successivamente si è aggiunto alla famiglia Lotus Harmony un altro gong planetario, Chirone (di cui vi ha già parlato Khadija).
Il gong è uno strumento antichissimo e si narra che i primi ritrovamenti risalgano intorno al 4000 a.C. in Mesopotamia. Il gong è uno strumento di pace ed in India si racconta che il Buddha tornerà grazie al suo suono è per questo motivo che, su alcuni gong, vengono incisi i caratteri in cinese mandarino Tai Loi che significano “La felicità è arrivata”.
Diffuso in tutto l’oriente veniva spesso utilizzato come accompagnamento negli spettacoli e nei rituali, ma solo pochi conoscevano le sue proprietà terapeutiche in grado di portare l’ascoltatore in uno stato di profonda meditazione e quindi di completa purificazione.
Grazie allo statunitense Don Conreaux, questo fenomenale strumento, è stato utilizzato anche in occidente ed integrato alla pratica del KundaliniYoga; inoltre si deve a lui l’ invenzione del termine Bagno di Gong, in riferimento alle sessioni sonore coi gong dove i presenti sono “immersi” in un vero oceano di vibrazioni.
Si deve invece al musicologo e matematico svizzero Hans Cousto, il calcolo delle frequenze planetarie.
Nel 1978, grazie all’ utilizzo di formule matematiche, è stato in grado di calcolare e trasformare in suoni udibili i moti orbitali degli astri del sistema solare.
Grazie alla regola dell’Ottava Cosmica oggi sappiamo che ogni pianeta emette, in quanto corpo vibrante ad una determinata frequenza, una nota specifica.
Grazie a questi calcoli è stato possibile costruire i Gong Planetari, abbinare ognuno di essi ad un pianeta, alla relativa frequenza e quindi alla relativa nota musicale.
Solo ora posso presentarvi il mio nuovo compagno di viaggio.

Conosco il grande essere cha ha lo splendore del Sole oltre le tenebre. Solo conoscendolo si può andare oltre la morte. Non vi è altra via per il viaggio. – Shukla Yajur Veda 31.18

Come tutti sanno il Sole è il centro del nostro sistema (solare appunto), intorno al quale ruotano gli altri pianeti, Terra compresa. Da sempre il Sole è stato venerato e rispettato perchè portatore di luce, calore, vita e amore. Associato al divino, alla mente illuminata e all’ intelligenza cosmica era e resta il simbolo della saggezza e della verità. Egli rappresenta il padre spirituale, il luogo da cui veniamo e dove andremo dopo la morte.
Per quanto riguarda il Gong Sole è il più grande dei Gong Planetari, insieme a Sedna e Terra Anno Solare, con i suoi 38 ” di diametro. La nota alla quale è intonato è un Si + + ed ha una frequenza di 126,22 Hz.
Legato al segno del Leone, al colore Verde-Giallo, ha un carattere Trascendentale e Magico; è connesso con il 3° Chakra, il plesso solare, Manipura, il chakra della coscienza di sè, della compassione, del desiderio, dell’ empatia e della capacità di imporsi.
Il Gong Sole dona iniziativa, vitalità, generosità e autostima. Aiuta a sviluppare la nostra individualità, integrità ed indipendenza. Trasforma il senso di impotenza, il senso di colpa e la rabbia donandoci forza di volontà, auto-motivazione e capacità decisionali. Inoltre può essere di aiuto nei casi di ulcere, epatite, calcoli alla cistifellea, ipoglicemia e itterizia.

Quando ho la fortuna di suonarlo ai nostri Bagni di Gong o nei trattamenti personali, il Sole mi dona tutto ciò e mi fa sempre sentire a Casa. Sono veramente grato di averlo incontrato sul mio cammino e di avere un compagno di viaggio così generoso.

Fabrizio

Per saperne di più sulle nostre date puoi vedere il nostro calendario.

Accogliere il dolore

Questo periodo nonostante debba essere uno dei più felici della mia vita ha portato anche del dolore.
Quanto è difficile comprendere che alcune parti non sono così risolte come credevamo?
Per me questo è un momento di forte svisceramento. Mi sono state messe sul piatto delle cose che non piacevano di me e del mio modo di essere, all’inizio ho semplicemente accolto.
Mi sono sposata, sono partita per il viaggio di nozze e purtroppo dentro di me ero consapevole che non stavo bene.
Il problema principale non era lavorarmi ciò che mi era stato comunicato comprendendo quanto non riguardasse solo me, il dolore è stato il cambiamento, l’accettazione che una presenza che si era allontanata e purtroppo la conseguenza di molte voci che non pensavo comparissero.
Quanto sono difficili i rapporti al giorno d’oggi?
Quanto è difficile  comprendere le differenze altrui e riuscire a stare nel silenzio?
Quanto è più semplice la distruzione quando si soffre?
Il silenzio spesso aiuta, ma in un momento fortemente patriarcale per quanto mi riguarda(è la mia verità), allontana e divide.
Sono stati giorni difficili e sono sicura che ne verranno altri, ma una cosa che mi porto dietro da tutta la vita ha ripreso forma,accettare questo dolore.
Non voglio fuggire da ciò che in questo momento mi fa male, desidero guardarlo in ogni sua forma, comprendere e non nascondermi perchè per me questo significa amarmi.
Perchè ti racconto questo? Non voglio che pensi che basti il fatto che sia in un cammino di consapevolezza per essere esente dal dolore, ti racconto questo perchè nessuno di noi è elevato e raccontare anche i momenti difficili mette ognuno di noi in parità per poter camminare insieme, perchè no, non ti darò nessuna ricetta magica contro la sofferenza, passo dopo passo ascolto, sento e vivo.

Amare significa stare con. Significa emergere da un mondo di fantasia in un modo in cui è possibile un amore sostenibile a faccia a faccia, un amore fatto di devozione. Amore significa restare quando ogni cellula dice: scappa! Poi si ritroveranno entrambi rafforzati , chiamati a una più profonda comprensione dei due mondi in cui vivono, uno terreno, l’altro dello spirito.
Donne che corrono coi lupi – Clarissa Pinkola Estés

Namastè

Khadija