Alla ricerca dell’equilibrio.

Siamo sempre  alla ricerca di qualcosa, ma l’equilibrio è qualcosa che spesso ci ossessiona.
Abbiamo bisogno di stabilità, di non essere scossi e che le nostre vite siano sempre lineari.
Capita in alcune lezioni di yoga di praticare asana di equilibrio e capita di non riuscire perché tutto oscilla.
All’inizio era una cosa che faticavo ad accettare,ora preferisco che le cose fluiscano.
Tutto è in continuo mutamento, tutto è cambiamento.
Questo 2016 per quanto mi riguarda è stato bello tosto, ogni volta accadeva qualcosa che mi faceva oscillare, ma sai cos’ho imparato?
Noi non possiamo controllare nulla e decisamente ho iniziato ad apprezzare anche questo.
Agosto ancor di più mi ha messa davanti alla paura di un problema di salute molto vicino a me.
Tutto si è risolto nel migliore dei modi, ma sai cos’ho fatto rientrata a casa ho pianto per molto tempo, ed è stato liberatorio, mi sono ascoltata ed ho amato la parte più intima e selvaggia del mio grembo.
Ho aperto quello che per me è il libro sacro al femminile ” Donne che corrono coi lupi” e come sempre il messaggio è stato chiaro :
Scendi in profondità.

” L’esercizio della solitudine intenzionale.
Per conversare con il femminino selvaggio, la donna deve lasciare temporaneamente il mondo e abitare uno stato di solitudine nel senso più antico del termine. Molto tempo fa la parola inglese alone, solo, era composto da due parole, all one. Essere all one significava essere nell’unicità, essenzialmente o temporaneamente. E’ proprio questo il fine della solitudine. E’ la cura per il logorio tanto diffuso tra le donne moderne, quella che consente, come recita un antico detto, di balzare in sella al cavallo e cavalcare in tutte le direzioni. Solitudine non è assenza di energia o di azione, come credono alcuni, ma piuttosto un dono di provviste selvagge a noi trasmesse dall’anima. Nei tempi antichi, come riportano medici-guaritori, religiosi e mistici, la solitudine intenzionale era un palliativo e anche una misura preventiva. Vi si ricorreva per sanare la fatica e prevenire il logoramento. Era usata come oracolo, un modo per ascoltare il Sè interiore onde sollecitare consigli e guida, impossibili a udirsi nel frastuono della vita quotidiana. ” – Donne che corrono coi Lupi – Clarissa Pinkola Estès.

Ecco ciò che ho ricercato,la solitudine interiore per comprendere e lasciare andare il frastuono intorno a me, ma ho anche sentito il grandissimo bisogno della rete di sorellanza che si è creata negli ultimi anni e così sono stata sostenuta nelle mie oscillazioni.
Ho amato questo momento perché nella mia ricerca di donna selvaggia ho finalmente imparato che il mio equilibrio è anche  farmi accompagnare dalla forza del grembo delle donne che ho la fortuna di conoscere.

Namastè

Khadija